Il Percorso di Apprendimento Pre-Strumentale (PAPS) è un cammino educativo rivolto a bambini dai 18 mesi con fragilità cognitive o disabilità intellettive. Il PAPS si inserisce nel quadro delle azioni basate sulla Pedagogia della Mediazione, con un riferimento specifico alla Teoria e al Metodo Feuerstein. Tra i maggiori apporti di Feuerstein nello sviluppo e nell’estensione del paradigma cognitivista di Piaget, spicca l’inserimento di una figura umana con compiti educativi ben definiti nelle dinamiche d’apprendimento:
il Mediatore.
Il percorso si sviluppa attraverso il gioco e la relazione: il bambino viene costantemente guidato da un adulto (genitore o educatore) in attività strutturate e stimolanti. L’approccio è globale e interviene contemporaneamente sulle aree cognitiva, linguistica, motoria ed emotivo-relazionale.
Al centro del PAPS ci sono cinque abilità fondamentali, che rappresentano i “mattoni” di ogni apprendimento futuro:
Imparare a guardare l’altro negli occhi: è da qui che nasce la comunicazione.
Allenarsi a concentrarsi su ciò che è importante, senza perdersi nelle distrazioni.
Restare dentro un’attività e portarla a termine, passo dopo passo.
Entrare in relazione con l’altro, condividere, aspettare, collaborare.
Riuscire a gestire il proprio corpo e la propria attenzione in modo più organizzato.
Sono competenze che spesso nei bambini fragili faticano a emergere spontaneamente, ma che possono essere costruite e rinforzate attraverso esperienze guidate.
Nel percorso si lavora anche sui concetti di base (spazio, colori, forme, dimensioni, quantità, tempo, corpo ed emozioni) che aiutano il bambino a orientarsi nella realtà.
Si parte sempre dall’esperienza concreta – il gioco, il movimento, la manipolazione – per arrivare gradualmente a forme di pensiero più organizzate e consapevoli.
Il PAPS può essere utilizzato:
Il coinvolgimento dei genitori è centrale: non come “spettatori”, ma come parte attiva del percorso.
È proprio nella relazione quotidiana che il bambino ha più occasioni per crescere.
Il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS Basic) è un percorso di potenziamento delle funzioni cognitive di base rivolto a bambini in età prescolare e nel primo biennio della scuola primaria, in particolare in presenza di difficoltà o carenze cognitive (come disabilità cognitiva, paralisi cerebrale o disturbi dell’apprendimento).
L’obiettivo del programma è sviluppare e rafforzare le competenze cognitive fondamentali, fornendo strumenti verbali e concettuali utili all’apprendimento. Particolare attenzione è dedicata anche alla motivazione intrinseca e allo sviluppo del senso di autoefficacia nei bambini.
Il primo livello del programma comprende attività strutturate come: organizzazione di punti (basic), orientamento spaziale (basic), esercizi di confronto e riconoscimento dell’assurdo, attività che guidano dal concetto di unità al gruppo e percorsi per l’identificazione delle emozioni.
Il programma si distingue per la sua flessibilità, permettendo interventi sia individuali che di gruppo, adattabili alle diverse esigenze educative.
Il PAS Standard è un programma finalizzato allo sviluppo delle abilità cognitive e delle capacità di problem solving. È composto da 14 strumenti operativi, per un totale di oltre 500 attività carta-matita. risultando particolarmente efficace nel supporto alle difficoltà di apprendimento e nel contrasto al disagio giovanile.
Il programma si basa su un approccio metacognitivo: le attività non sono legate a specifici contenuti disciplinari, ma mirano a sviluppare il pensiero riflessivo. Il Mediatore accompagna lo studente nella comprensione dei propri processi mentali, aiutandolo a riconoscere le strategie utilizzate e a trasferirle in situazioni nuove.
Tra gli obiettivi principali vi sono il potenziamento delle funzioni cognitive e della loro consapevolezza, lo sviluppo di strategie di lavoro efficaci (come il controllo dell’impulsività, l’analisi dell’errore e la comprensione delle consegne), l’ampliamento del linguaggio e dei concetti, oltre al rafforzamento della motivazione e dell’autostima.
Nel Metodo Feuerstein, il bambino non viene lasciato solo davanti agli stimoli. C’è sempre una figura adulta – IL MEDIATORE – che ha un ruolo attivo e intenzionale.
IL MEDIATORE:
Non si limita quindi a “insegnare”, ma costruisce insieme al bambino il modo di apprendere.
Nel Metodo Feuerstein, imparare non è un processo freddo o automatico.
Le emozioni, la relazione e il senso di sicurezza hanno un ruolo fondamentale.
Il bambino apprende meglio quando si sente:
Per questo si parla di esperienza di apprendimento mediato:
un’esperienza in cui l’adulto rende il mondo più comprensibile, accessibile e significativo.
Questo approccio cambia profondamente lo sguardo sul bambino.
Non si guarda solo a ciò che “non sa fare”, ma… al suo potenziale, a come può migliorare, a quali strategie può sviluppare
Anche la valutazione non si basa solo sul risultato, ma su come il bambino apprende, su quanto riesce a modificarsi quando viene guidato. È un approccio che offre ai genitori un messaggio importante e concreto:
non tutto è già scritto.
Con il giusto accompagnamento, il percorso di crescita può aprirsi a nuove possibilità, spesso inaspettate.